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TECARTERAPIA come funziona e utilità

   La tecarterapia sfrutta l'energia endogena dell'organismo mediante attivazione di cariche elettriche grazie al funzionamento di un condensatore. Questa è la caratteristica che la distingue dalle altre terapia fisiche che somministrano energia proveniente dall'esterno.  La tecarterapia richiama le cariche elettriche da tutto il corpo, sfruttando il modello del condensatore, cioè due conduttori affacciati e separati da un isolante. Un elettrodo è collegato a un generatore la cui frequenza oscilla da 0, 48 a 0,52 MHz, mentre il secondo conduttore è rappresentato dal tessuto del corpo.

A livello microscopico la cellula è come una pila elettrica, all'interno della membrana ha una carica negativa, mentre all'esterno ha una carica positiva. Per esempio nel muscolo abbiamo un potenziale energetico di 90 mV circa mentre dopo un trauma o processo infiammatorio può scendere a -20mV. La tecarterapia aiuterebbe a riprendere la sua carica spostando energia da altre parti del corpo sane.

 Abbiamo due modalità operative: 

-modalità capacitiva, dove l'elettrodo è rivestito da material isolante e le cariche si localizzano nella zona sottostante il    manipolo utile per l'apparato muscolare e 

-modalità resistiva, dove l'elettrodo non è isolato, la concentrazione di cariche e quindi l'effetto biologico si verifica nei tessuti a più alta resistenza come ossa, articolazioni,tendini, legamenti e cartilagini.

 

CONTROINDICAZIONI

 - Portatori di pace maker;

 - donne in gravidanza;

 - soggetti con episodi di epilessia;

 - soggetti in cura per patologia oncologiche.

  CONCLUSIONI

  La tecarterapia come abbiamo visto si distingue dalle altre terapie fisiche ma che però deve essere vista come un ausilio del terapeuta e non la terapia unimodale e universale per tutto, considerato che oggi è diventata moda. E' utile nelle lesioni traumatiche acute, contratture, stiramenti e strappi muscolari, nei programmi riabilitativi post-chirurgici, rachialgie, mialgia, cervicalgia, lombalgia, sindrome da conflitto scapolo omerale, patologie della cuffia dei rotatori, fascite plantare ecc. 

Risulta più efficiente se abbinata ad altre terapie fisiche e/o tecniche infiltrative. 

 

                                                                                                                         Dr. Stamatios Liaskos